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Grindzone (ITA)
Artwork bianco e nero, foto di foreste, chitarre
zanzarose, produzione cavernosa e piuttosto amatoriale, black metal suonato con
rabbia e istinto piuttosto che con la ragione. Sempre il solito riffing. Questo
è quello che ci offrono i giovani COLD EMPIRE con il loro debut assoluto
intitolato ‘…And The Cold Arrived’. Demo da buttare viste le premesse, direte
voi. Invece no perché una volta tanto l’insegnamento dei Darkthrone di ‘A Blaze
In The Northern Sky’è stato messo in pratica tale e quale. E se l’obiettivo dei
Cold Empire era quello di suonare come i Darkthrone allora è stato raggiunto.
Difficile pensare ad un target diverso. Se ne avete abbastanza dei gruppi black
tutti uguali allora passate oltre.
Recensore Paolo Vidmar 6,5/10
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Shapeless Zine (ITA)
I Cold Empire provengono dalla Sardegna e si sono
formati nel 2006 per volere del cantante Misanthrone. "...And The Cold
Arrived" è il loro primo demo, se si esclude una registrazione in presa
diretta di due brani, mai pubblicata. Nonostante
il demo sia stato registrato in casa, secondo me la band può dirsi abbastanza
soddisfatta del risultato. Certo, i suoni non sono il massimo, ad esempio la
chitarra ha una distorsione grezza che a volte dà l'idea di amatoriale e la
batteria ogni tanto rischia di soccombere sotto gli altri strumenti, però nel
complesso i volumi risultano equilibrati e anche il basso gode del suo spazio.
L'esecuzione è istintiva e non mancano alcune imprecisioni più o meno evidenti,
che comunque non intaccano il valore della proposta. In futuro, comunque
sarebbe preferibile fare attenzione a questi particolari. Stilisticamente, le
canzoni richiamano il black tradizionale di scuola scandinava, come è negli
intenti del gruppo. Si parte con "Cold Empire", introdotta da un riff
abbastanza ispirato e capace di richiamare subito un'atmosfera tesa, anche se
personalmente l'avrei reso più veloce. Gli elementi che contraddistinguono lo
stile del gruppo ci sono già tutti: chitarre zanzarose di stampo norvegese,
screaming urlato e abrasivo, sezione ritmica prepotente e un basso dinamico e
capace di colmare alcuni vuoti lasciati dalla sei corde. La canzone di per sè è
abbastanza complessa e prevede svariati cambi, anche se non tutti sono fluidi
come dovrebbero. Troviamo parti sostenute e altre più cadenzate, talvolta
accompagnate dalla doppia cassa. "Storms Will Rise" prosegue lungo le
medesime coordinate, ma allo stesso tempo dimostra che il gruppo non si
accontenta di riciclare le stesse idee in ogni brano. Ecco dunque spuntare
qualche rallentamento che definirei "trollish" per il particolare
andamento che li caratterizza. Potrebbero richiamare qualcosa dei Kvist,
nonostante il gruppo norvegese sia sicuramente più raffinato dei Cold Empire.
"Nocturnal Sea" è invece un brano efferato, impreziosito da un gran
bel riff nella parte centrale, stilisticamente vicino a quanto fatto dai
polacchi Opus Nocturne. Se all'inizio il pezzo prevede una struttura
formalmente semplice, nella seconda metà vengono introdotti molti più cambi,
alternando ritmiche veloci e arrembanti, rallentamenti e qualche sezione
incalzante. La conclusiva "Forest Of Hate" parte molto lenta, per poi
assetarsi su un mid tempo evocativo supportato dalla doppia cassa. La musica
pare ispirata alla natura e alle desolate lande nordiche, le note sono fredde e
la voce disperata. Questa volta vengono chiamati in causa i primissimi Taake
(in particolare il primo demo registrato sotto il moniker Thule). Come demo
d'esordio non c'è male, il gruppo ha dimostrato di avere delle buone idee e
riesce a comporre brani tra loro legati da un filo conduttore, senza però
risultare troppo simili. Al tempo stesso, molti passaggi tradiscono in maniera
inequivocabile le fonti d'ispirazione dei Cold Empire. In secondo luogo, le
canzoni non sono eccessivamente banali e testimoniano un discreto impegno in
fase compositiva. Alcuni riff, tuttavia, non si legano benissimo e qualche
volta la band va a strappi, alternando rallentamenti e ripartenze in maniera
troppo brusca. Altra cosa che non ho apprezzato è la voce in growl, per fortuna
non molto frequente. A parte il fatto che sembra quasi sussurrata (quindi non è
affatto aggressiva, ma non è neanche oscura come magari voleva essere), secondo
me è troppo staccata rispetto allo scream, lo si sente benissimo su "Cold
Empire" ad esempio. Al di là di queste considerazioni del tutto personali,
grosse pecche non ce ne sono. Non si può pretendere un lavoro maturo e
personale sotto ogni aspetto da un gruppo agli esordi. "...And The Cold
Arrived" non è un capolavoro e non pretende di esserlo; è un demo onesto e
composto con lo spirito giusto. Le buone intenzioni non bastano, ma il
risultato finale è comunque positivo. Chiunque voglia supportare l'underground
estremo italiano è invitato ad ascoltare questo demo. Potete acquistarlo al
prezzo di 5 euro (spese postali incluse per l'Italia). Copertina e
retrocopertina sono stampate professionalmente, mentre il CD è masterizzato,
totalmente nero (sopra e otto). Le ultime notizie dicono che il bassista
Necrocultus ha abbandonato i compagni. Spero che riescano a trovare in fretta
un rimpiazzo all'altezza della situazione, perchè le linee di basso sono una
delle cose migliori di "...And The Cold Arrived".
Recensore
BRN 6,5/10
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Metal Wave (ITA)
Ecco arrivati I sardi Cold Empire che propongono
un oscuro Black Metal che può far riferimento alla scena nordica di non molto
tempo fa. Espliciti e crudeli al punto giusto i nostri si accingono a suonare
della buona musica sporca e misteriosa che evoca paesaggi innevati e foreste
oscure e tutto ciò viene trasmesso dalla band con molto patos e dedizione. Devo
proprio dire che tra le tante banalità che ci arrivano qualche perla sembra
brillare molto. I Cold Empire non sono certo ignoranti in fatto di Black a
quanto sembra e naturalmente gli amanti del genere apprezzeranno mediante
headbanging continuo e massacrante. Veramente ‘gustosi’ da ascoltare e nemmeno
frivoli nei contenuti nè nella qualità nonostante la demo sia stata registrata
in uno studio casalingo (e purtroppo e per fortuna si sente). Spesso e
volentieri diviene un grosso rischio incidere in casa per via della povertà di
mezzi che si vengono a trovare e quindi è possibile che la produzione lasci
moltissimo a desiderare ma incredibilmente questo non è il caso dei Cold
Empire. Il genere che fanno non è certo tra quelli che sono composti dalla
pulizia sonora più assidua ma comunque sia la produzione è ottima nonostante
tutto. Quindi non posso far altro che complimentarmi con tutti loro per il buon
lavoro che hanno concepito. La voce del cantante è splendida e crudele nello
stesso momento e gli altri componenti della band non si lasciano di certo alle
spalle nulla. Bravissimi!
Recensore Carnival Creation 7/10
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Black Italy (ITA)
I Cold Empire sono una delle tante giovani realtà
che si affacciano nel panorama black metal italiano. Questo gruppo sardo è nato
poco piu di un anno fa, nell’estate del 2006, e un anno dopo, a giugno 2007,
hanno esordito con questo primo demo autoprodotto intitolato ‘...and the Cold
Arrived’, del quale va segnalata la bella presentazione su cd tutto nero. La proposta
del quartetto capitanato da Misanthrone è un classico black metal devoto alla
scena norvegese che tutti abbiamo ben in mente; sound discreto, benchè le
chitarre non siano molto incisive e la voce a volte troppo alta, che nel
complesso dimostra di essere migliore di quanto generalmente ci si possa
aspettare da release come queste. Ma tralasciando l’aspetto tecnico,
decisamente secondario in un demo, ciò che conta realmente è la musica
proposta: il riffing è abbastanza derivativo, puzza un po’ di già sentito, ma
tutto sommato il dischetto si lascia ascoltare e se regalare qualche bella
emozione; musicalmente infatti il demo verte su un black metal che in più punti
cerca di essere freddo e glaciale, ma in ugual modo anche abbastanza violento,
accompagnato da un buon screaming, che però perde tono in vari punti e quindi
non sempre risulta azzeccatissimo; bocciate decisamente invece le parti in
growl. La prima traccia delude un po’, è una canzone piatta che non dice quasi
nulla; ma le sorprese le troviamo nei successivi 3 brani: ‘Storms Will Rise’
presenta un ottimo riff intorno a metà canzone, che risolleva l’ascolto; la
seguente ‘Nocturnal Sea’ torna un po’ giù di tono finchè anch’essa propone un
altro bel riff intenso al quarto minuto. Ed infine si chiude con la traccia
migliore: ‘Forest of Hate’; canzone bella, questa volta dall’inizio alla fine;
fredda, molto carica di feeling che più di tutte lascia il segno. Ciò a cui
siamo davanti è quindi un demo discreto, che si merita una piena sufficienza, e
forse anche qualcosina in più, e che lascia buone aspettative per il prossimo
lavoro, che da quanto so sarà già il debut album che uscirà per la Bleak Art
Records l’estate dell’anno prossimo.
Recensore Umbra
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Entrate
Parallele (ITA)
Nero.
Tutto. Da entrambe le parti. Dopo essermi interrogato lungamente sul lato in
cui il CD avrebbe prodotto suoni e quello invece che avrebbe portato
all'esplosione di casa mia, ho infilato senza più indugi il supporto nel fido
stereo dilaniato dalle intemperie e dalle migliaia di CD macinate negli anni.
Mentre la lente si posizionava emetteno il classico stridìo, il paesaggio
forestal-invernale in scala di grigio (che molto mi ricordava della altrettanto
meravigliosa copertina dei Misteltein di Rape in Rapture nonchè alcune
copertine seminali degli Ulver), unito alla pregevole visione del nero CD, mi
facevano riflettere sulle poche, essenziali ma azzeccatissime scelte della
confezione. I Cold Empire nascono l'anno scorso (nel 2006), e il nome del loro
progetto allude sia all' "umanità senza emozioni", sia ad "una
foresta incantata nelle profondità dell'inverno".
Non credo ci sia bisogno di indicare il genere di metallo temperato in questo
supporto. Le quattro tracce che compongono il demo rientrano a pieno titolo
nell'accezione "black metal autoprodotto old-style". I riffoni
lancinanti vomitati dalle chitarre graffianti fanno il loro lavoro nel gettare
le base delle strutture dei brani: lineari, ripetitivi senza però cedere
all'ossessività (Chimera dei Mayhem, per esempio, anche se di produzione ed
esecuzione incomparabili) e con poco spazio a fraseggi e cambi repentini
(con qualche piacevole eccezione). A tratti ho l'impressione di ascoltare una
versione ingrezzita degli Enthroned di Lord Sabathan, in cui l'ugola di
Misanthrone gracchia a livelli credo oltre la soglia del dolore (per lui) e la
domanda "ma come può andare avanti senza un ricovero" non può non
sgorgare dalle nostre menti.
Se siete
alla ricerca di un nero treno che viaggi sui solidi e dritti binari del black
old-school, allora potreste essere interessati a dare un orecchio a questo,
seminale, primo demo dei Cold Empire.
Recensore Manz 6/10
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Music
Extreme (ARG)
Cold Empire is a black metal band that
delivers here four tunes full of unholy blasphemies full of hatred and speed.
Here we have a difinitive old school influence in the more mid paced parts and
Cold Empire knows how to make them sound original in tunes like "Cold
Empire". If you like blast beats here you have many and there are ultra
fast guitar riffs that create the black metal feeling in a really solvent way.
The vocals are of the agonic type, fitting well the overall feeling of the
music. the sound of the recording is raw and direct and it can remind you to
nineties black metal bands with that dark atmosphere that they created. A good
release full of dark atmospheres and pure aggression.
Review by Federico Marongiu
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Metal Crypt (CAN)
Forming just over a year
ago, Cold Empire hail from
Review by Lars
Christiansen 3,5/5
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Black Belle Webzine (AUS)
Cold
Empire. The very name conjures up visions of a hostile and frost blasted
kingdom presided over and populated by ancient tyrants and warriors and
listening to the four misanthropic tracks on display here it is easy to forget
that this quartet actually hail from Italy and not some dark Norwegian woods.
The brainchild of vocalist Danix/Misanthrone (also of death metal outfit
Mutilated Soul) Cold Empire is a created vision to return black metal to its
hateful powerful roots and with the stark frostbitten artwork of Vandenis
adorning the cover of the EP it certainly looks the part. One has only to hear ‘Cold
Empire’ kicking off proceedings with no time for ambience or attempts to lull
the listener into any false sense of security to realise that they definitely
sound the goods as well. There are no keyboards present here, no orchestral
touches or female vocals in evidence (not that any of these elements are a bad
thing within certain black metal realms-but these songs stand on their own
without added trappings), this is old school black metal done the way it should
be, the right way, recalling the glory days of early and mid nineties as
created by the Scandinavian masters. One element which differentiates Cold
Empire from many contemporaries and indeed some of the pioneers and originators
of the style is the audible bass winding its way in sinewy lines through the
dark angry riffs, accompanying the primal drumming of Dark Shadow. With so much
black metal the bass is either buried beneath walls of guitar, pushed way into
the background or simply non existent but here it is very evident and adds
weight and dimension to the sound. One prime example of this is on epic EP
closer ‘Forest Of Hate’ where a sinister bass line snakes through a mournful
atmospheric intro before all hell breaks loose and wonderful black metal chaos
reigns supreme, the four protagonists of the Empire firing on all cylinders. Throughout
the entire journey the guitar work of Valker is furious and icy, transporting
one into the very malevolent heart and being of the Cold Empire which must
indeed be a frigid and harrowing place especially when coupled with the demonic
vocals of Danix/Misanthrone which veer from a malignant snarl to a maniacal
roar, interspaced with menacing spoken sections. Remaining true to the sounds
and styles created by old school black metal legends and forefathers is a
mission very successfully accomplished by the foursome, there are shades of
Satyr icon and Emperor (stripped of all symphonic overtures of course),
lashings of Darkthrone necro rage, even homage to the Swedish guard. Picking
any one particular standout track is a difficult task for I find a great
affinity with all of them, from the chilly blast of ‘Cold Empire’ itself, to
the impending portents of doom heralded on ‘Storms Will Rise’ and the malicious
fury of ‘Nocturnal Sea’ but if pressed for an absolute favourite I would
nominate ‘Forest Of Hate’. The final track closes out the EP in savage style, a
sprawling expedition into bleak, black territory punctuated by unholy vocals ,
thunderous drums, stabs of aggressive guitar and the menacing bass combining
into an epic and powerful track.
Now all that needs to be done for Cold Empire (sadly no longer counting bassist
Necrocultus among their ranks, who has moved on to other projects following
this recording) is to bring on a full length release and shine an unholy
spotlight onto an underground Italian black metal scene of which they belong
and for whom they are successfully carrying the black flag for.
Review by Jamie Goforth
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Haternal (ITA)
Ci sono due ‘filosofie di pensiero’ tra noi
scribacchini nel recensire l’enorme mole di dischi che nel campo del Metal
estremo non brillano certo per originalità, c’è chi li boccia drasticamente e
senza appello e chi invece cerca anche di captarne le cose positive. Io sono
dell’idea che nelle mezze misure ci sia (quasi) sempre la soluzione; molti
dischi suonano derivati sin dal midollo ed allora è giusto giudicarli negativamente
ma ce ne sono anche altri che pur non avendo nulla di fresco ed originale
riescono a divertire e convincere. Quest’ultimo è esattamente il caso dei
blackster Cold Empire, band di recente formazione ed al debutto assoluto con
questo ‘…And the Cold Arrived’ ma che già dimostra di avere le idee chiare e
discrete capacità.
Il black
metal del combo sardo si ispira in modo palese all’epoca d’oro del genere, la
prima metà degli anni 90 ed in particolare a band leggendarie come gli
immancabili Darkthrone, Immortal ma anche ai primi Emperor per via di una
melodia intelligente e che nulla toglie all’atmosfera gelida e nordica che i
nostri ricreano alla perfezione. Le quattro tracce di ‘…And the Cold Arrived’
sono tutte estremamente piacevoli da ascoltare e la qualità si mantiene sempre
su ottimi livelli grazie in particolare ad un guitar work davvero ispirato,
anche se spesso sa di ‘già sentito’, ed all’ottima prova dello screamer
Misanthrone. Bravi anche gli altri elementi del combo ed azzeccata la
produzione dal forte sapore underground , i Cold Empire hanno tutte le carte in
regola per fare molto bene e non potrebbe esserci biglietto da visita migliore
di ‘…And the Cold Arrived’, un ottimo demo consigliato a tutti gli amanti del
True Black Metal. Sinteticamente: questo è davvero un ottimo demo che
difficilmente finirà a prender polvere, peccato però che i soliti luoghi comuni
in campo Black Metal siano duri a morire ed in questo caso mi riferisco
soprattutto a livello liricoconcettuale, non esistono solo il freddo, la neve e
le foreste!
Recensore
Jan Montanaro 7,5/10
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Underground
Attack (ITA)
Quattro tracce compongono questo ‘And The Cold
Arrived’ dei cagliaritani Cold Empire.
La band
propone un black metal genuino frutto di una registrazione volutamente
cavernosa che spesso risulta poco potente ed incisiva. Il riffing chitarristico
appare ascoltato centinaia di volte, anche se può risultare piacevole per chi
non cerca di certo la sperimentazione nel genere, con buoni passaggi
rigorosamente in scale minori. Comunque alla fine della fruizione il lavoro
risulterà privo di personalità e spunti interessanti, derivativo nei confronti
di chi suonava cosi quindici anni or sono, unica nota positiva un paio di
mid-tempos con screams parlati che funzionano molto bene e che la band dovrebbe
riproporre, naturalmente lavorandoci sopra. Se progetti come ‘Tenebrae In
Perpetiuum’ o ‘Imago Mortis’ stanno riscoprendo l’essenza primordiale del ‘verbo
nero’, quest’album si pone sulla stessa scia ma ad un livello decisamente
interiore. Insomma c’è ancora da lavorare prima che la band riesca a
trasmettere le atmosfere fredde che narra.
Recensore S. Dedalus 55/100
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Black
Metal Ist Krieg (ITA)
Demo d’esordio per questo quartetto nostrano
proveniente dalla provincia di Cagliari, fautore di un black metal molto
tradizionale, pesantemente influenzato dalla scuola norvegese, ma comunque
efficace nel creare atmosfere gelide e morbose. I punti di riferimento
compositivi dei nostri sono i Darkthrone di "Under A Funeral Moon" e
"Transilvanian Hunger" e i Gorgoroth di "Under The Sign Of
Hell", senza disdegnare qualche puntatina in territori più melodici di
stampo finlandese, sulla scia di bands quali Behexen e Satanic Warmaster. Il
riffing, serrato e tagliente, pur essendo piuttosto canonico e scolastico,
risulta sufficientemente ispirato e di buona fattura. Tutti i pezzi sono
compatti e trasudano un feeling invernale e misteriosamente notturno, grazie
anche ad una registrazione sì grezza ed artigianale ma non tale da confondere
il suono dei vari strumenti, il che per un demo è certamente una caratteristica
positiva da sottolineare. Una nota di merito và alla prova di Misanthrone
dietro il microfono: il suo screaming è malato e carico d’odio e si amalgama
bene al tessuto musicale delle songs, contribuendo in maniera notevole alla
riuscita finale di questo lavoro. "... And The Cold Arrived" è
il tipico demo di old school black metal che non mancherà di affascinare gli
amanti delle sonorità saldamente ancorate ai primi anni novanta e che lascia
intravedere le ottime potenzialità di un gruppo che potrà dire la sua nell’ambito
del panorama underground, soprattutto se riuscirà, pur restando fedele alla
tradizione, a raggiungere una maggiore indipendenza dai propri modelli di
riferimento.
Recensore Kremathor 6,5/10
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Chronicles of Chaos (CAN)
It
would be unimaginative, not to mention lazy, for me to describe this as
"cold black metal" in light of the unsubtle hints in the band name
and title. But neither unimaginative nor lazy are a synonym for inaccurate, and
the four tracks contained within epitomize cold and hateful black metal.
Although it was recorded in a "home studio" with all the limitations
that implies, which would account for the murky sound present, I suspect that
possible MP3 sourcing contributes to the low quality, at least on my copy. Cold
Empire are still capable of invoking the requisite atmosphere, but it does feel
unnecessarily diluted and not as potent as it could have been. The Italian
four-piece are clearly familiar with the work of their northerly comrades,
drawing upon seminal works of Immortal and Darkthrone. _...And the Cold
Arrived_ also contains echoes of more recent additions, such as _Geliebte des
Regens_ era Nargaroth. Their furious riffs and song constructions leave little
room for subtlety, but provided with a better environment in which to record
their southern iciness, I don't feel there is any reason why they shouldn't be signed
to one of the numerous black metal labels scattered around the world.
Review by Quentin Kalis 3,5/5
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Terror Cult (POL)
There
is no other name that will fit more correctly into their music as Cold Empire
strikes with really depressive and antihuman coldness in "...And the cold
arrives". Three man who creates this unwelcome aura in four tracks are
coming from
Review by
V.C. 6/6
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Metal
Beta (ITA)
Prima demo per i sardi Cold Empire che fanno il
botto fin da subito! Il gruppo ci propone un
black metal accostabile alla scena norvegese dei bei tempi che furono, se
proprio vogliamo fare un paragone, li avvicinerei ai Taake, per le melodie e
l'epicita'che riscontro! Quattro brani, uno
piu'bello dell'altro, ascoltando questa demo mi sono venuti in mente le fredde
lande e i boschi innevati, tanto sono ricchi di patos che sinceramente mi e'
dispiaciuto molto che la demo fosse costituita da sole quattro tracce. Tutto suona alla perfezione, ottima la produzione generale
del disco, bellissimi i rif maligni che escono dalle chitarre, la voce e' un
vero inno all'odio e i miei complimenti vanno al singer Misanthrone (ottimo
l'eco che confluisce epicita') per il suo screaming, sembra quasi di sentire le
urla disperate di un fantasma. Era da tanto tempo che non giungeva alle mie
orecchie un lavoro di questo genere, vale la pena per i venti minuti della demo
chiudere gli occhi e immergersi nelle atmosfere che solo i Cold Empire sanno
proporci! Spero che i ragazzi non perdano mai
quest'affiatamento e attendo con ansia e trepidazione il prossimo disco
sperando che sia un full. Non mi resta che
consigliare l'acquisto e l'ascolto a tutti i fanatici del genere, ma forse
anche a chi di black non ne' capisce molto, perche' presto sentiremo parlare di
loro. ...And
the cold arrived!
Recensore Vygrid 7,5/10
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My
Dreamy Woods (ITA)
"...And The Cold Arrived" è un
messaggio di 4 feroci capitoli sparati con cattiveria! Un freddo impulso con
dichiarate influenze nordiche, Svezia in primis anche se i "COLD
EMPIRE" vogliono rimarcare ancora di più il concetto dichiarando anche la
loro matrice norvegese. E' difficile percepire una (seppur minima) freschezza
di ascolto in gruppi come i nostri blacksters però non è questo il caso...
tracce furiose e nevrotiche, gelide come il ghiaccio, come "Nocturnal
Sea" sono una dimostrazione indubbia di come saper tener fermo
l'ascoltatore allo stereo, feroce ma melodica al tempo stesso grazie ad un
ottimo guitar work. La successiva traccia, "Forest of Hate" è un
altro "semplice" esempio di naturale cattiveria, odio e crudeltà dove
si concentra tutta la maestria di come saper suonare ma non annoiare, riffing
taglienti e laceranti screamings, sempre mooooolto melodici con un mid tempo
iniziale che mi ricorda il "vecchio" funeral doom alla Skeptcism
sempre però tenendo di buon occhio la crudele forma del black metal
primordiale... Abyssali!
Recensore Alev 7,5/10
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Elskrin
(ITA)
Ultimamente, una devastante ondata di interessantissimi gruppi
emergenti sta prendendo sempre maggiore forma nella nostra nazione. E il freddo
è arrivato ad avvolgere un piccolo impero, e anzichè seppellirlo o mandarlo in
letargo, lo risveglia, facendo emergere quattro creature spettrali cantori di
un armonioso lamento. Le quattro canzoni che compongono "And the cold
arrived" sono quanto di meno uno si possa aspettare da un gruppo italiano
che da poco compone musica black, e invece si resta spiazzati già dalle prime
note. Una proposta diretta, in linea con degli schemi rigidi, che riporta
indietro nel tempo. Una musica probabilmente influenzata da grandi gruppi che
hanno accompagnato la vita di chiunque sente certe sonorità, ma suonata in modo
personale e omogeneo e soprattutto che trasuda passione.Una demo di semplice
raw black metal, impreziosito da un impeccabile guitarwork che trasmette alle
canzoni una gelidità di fondo e che al contempo riesce a ricreare una perfetta
melodia che è il vero punto forte in tutte le canzoni, suggellate da delle
ottime vocals raschianti che sputano tutto l’odio contenuto nei quasi
ventiquattro minuti che la compongono. La vena compositiva, nei Cold Empire è
senza dubbio presente, e non resta che attendere con impazienza il loro primo
full-length, dal momento che la lungimirante Bleak Art Records si è già
accaparrata una loro firma. Questa, è una demo da avere assolutamente,
supportare, sentire e risentire ogni volta che si inserisce il cd nel lettore,
perchè, vi assicuro che un ascolto difficilmente vi basterà..
Recensore Hellequin 8/10
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Black
Metal Online (ITA)
"Cold Empire è l'umanità senza emozioni ma è anche una foresta
incantata nelle profondità dell'inverno"
Gruppo dalla formazione piuttosto recente;
nascono infatti nel luglio del 2006 da un'idea di Misanthrone, con l'intento di
creare un Black Metal contornato da un'oscura e gelida aura. Con lui altre
menti presero parte al macabro progetto, Valker, rispettivamente alle chitarre,
Dark Shadow alla batteria e Necrocultus al basso. L'influenza dei gruppi
storici della prima ondata scandinava dei primi anni 90 è piuttosto marcata,
Darkthrone e Gorgoroth su tutti; il resto viene da se. Il suono proposto è
quindi black metal senza compromessi, veloce, vivace, potente e aggressivo.
Melodia e tecnica non sono affatto trascurate ma sono parte integrante di ogni
canzone e costituiscono quella che nella frase suggestiva d'apertura è "la
foresta incantata nelle profondità dell'inverno". Non trascorreranno
infatti molti minuti prima che sentiate i vostri piedi sprofondare entro
centimetri di fredda neve invernale, dipinta a sprazzi di blu sotto il manto
lunare, mentre attorno lingue di fuoco divampano vermiglie. I Cold Empire con
questa loro prima demo autoprodotta richiamano al meglio qelle che erano le
passioni che spingevano i giovani dell'era norvegese a creare black metal e
quelle che erano le sensazioni dei giovani che li ascoltavano: odio insensibile
e sentimenti benevoli congelati. L'ultima, "Forest Of Hate" è davvero
splendida, immergerei il mio corpo in acido, scommettendo che se questa canzone
fosse stata partorita 20 anni fa, da gruppi più noti dei nostri connazzionali,
a quest'ora sarebbe fra le gemme più autentiche e nere del black metal
mondiale. Misanthrone è capace d'un efficace screaming aperto e ferale,
alternato più volte da piccole comparse growleggianti che acuiscono il modo
selvaggio con cui emergono le canzoni. Nulla da dire in negativo sugli altri
elementi delle composizioni, tutto è al posto giusto, dalle drums che non
perdono un colpo, al basso potente e profondo finendo con la marcia e affilata
chitarra che sporca il manto bianco dell'inverno come strisce di sangue. Sono
sicuro che in futuro sentiremo parlare del quartetto di Cagliari... Dobbiamo
solo aspettare. Non esagero con il voto finale, prendendo spunto da una frasetta
che si sentiva spesso quando si era fra i banchi di scuola : "Non ti darò
un voto alto solo perchè siamo all'inizio e non voglio esagerare. Continua così
e in futuro avrai certo il massimo"
Recensore Count Holocaust 7,5/10
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Beyond All Remorse Fanzine (
An
apt title and for a demo from an equally aptly named band. Hardly surprising to
announce that here is a band that comply to the strict Black Metal Old School
conformities of keeping everything very very chilled.
Icey
cold guitars combine perfectly with aggressive drums and vocals that are simply
dripping with passion and sinister suppression. Powerful and intense just like
the Black metal of old, with aggression aplenty and an underlying evilness that
put this genre on the map in the first place. The surprising factor is that
this is a band that hail from
Basic
it may be, but this is stirring stuff. Old school, with a modern feel
that still sparks that feeling that you know your listening to the real deal.
What better recommendation could I give it than that!