Cold Empire official site

...And The Cold Arrived

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Grindzone (ITA)

 

Artwork bianco e nero, foto di foreste, chitarre zanzarose, produzione cavernosa e piuttosto amatoriale, black metal suonato con rabbia e istinto piuttosto che con la ragione. Sempre il solito riffing. Questo è quello che ci offrono i giovani COLD EMPIRE con il loro debut assoluto intitolato ‘…And The Cold Arrived’. Demo da buttare viste le premesse, direte voi. Invece no perché una volta tanto l’insegnamento dei Darkthrone di ‘A Blaze In The Northern Sky’è stato messo in pratica tale e quale. E se l’obiettivo dei Cold Empire era quello di suonare come i Darkthrone allora è stato raggiunto. Difficile pensare ad un target diverso. Se ne avete abbastanza dei gruppi black tutti uguali allora passate oltre.


Recensore Paolo Vidmar  6,5/10


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Shapeless Zine (ITA)

 

I Cold Empire provengono dalla Sardegna e si sono formati nel 2006 per volere del cantante Misanthrone. "...And The Cold Arrived" è il loro primo demo, se si esclude una registrazione in presa diretta di due brani, mai pubblicata.  Nonostante il demo sia stato registrato in casa, secondo me la band può dirsi abbastanza soddisfatta del risultato. Certo, i suoni non sono il massimo, ad esempio la chitarra ha una distorsione grezza che a volte dà l'idea di amatoriale e la batteria ogni tanto rischia di soccombere sotto gli altri strumenti, però nel complesso i volumi risultano equilibrati e anche il basso gode del suo spazio. L'esecuzione è istintiva e non mancano alcune imprecisioni più o meno evidenti, che comunque non intaccano il valore della proposta. In futuro, comunque sarebbe preferibile fare attenzione a questi particolari. Stilisticamente, le canzoni richiamano il black tradizionale di scuola scandinava, come è negli intenti del gruppo. Si parte con "Cold Empire", introdotta da un riff abbastanza ispirato e capace di richiamare subito un'atmosfera tesa, anche se personalmente l'avrei reso più veloce. Gli elementi che contraddistinguono lo stile del gruppo ci sono già tutti: chitarre zanzarose di stampo norvegese, screaming urlato e abrasivo, sezione ritmica prepotente e un basso dinamico e capace di colmare alcuni vuoti lasciati dalla sei corde. La canzone di per sè è abbastanza complessa e prevede svariati cambi, anche se non tutti sono fluidi come dovrebbero. Troviamo parti sostenute e altre più cadenzate, talvolta accompagnate dalla doppia cassa. "Storms Will Rise" prosegue lungo le medesime coordinate, ma allo stesso tempo dimostra che il gruppo non si accontenta di riciclare le stesse idee in ogni brano. Ecco dunque spuntare qualche rallentamento che definirei "trollish" per il particolare andamento che li caratterizza. Potrebbero richiamare qualcosa dei Kvist, nonostante il gruppo norvegese sia sicuramente più raffinato dei Cold Empire. "Nocturnal Sea" è invece un brano efferato, impreziosito da un gran bel riff nella parte centrale, stilisticamente vicino a quanto fatto dai polacchi Opus Nocturne. Se all'inizio il pezzo prevede una struttura formalmente semplice, nella seconda metà vengono introdotti molti più cambi, alternando ritmiche veloci e arrembanti, rallentamenti e qualche sezione incalzante. La conclusiva "Forest Of Hate" parte molto lenta, per poi assetarsi su un mid tempo evocativo supportato dalla doppia cassa. La musica pare ispirata alla natura e alle desolate lande nordiche, le note sono fredde e la voce disperata. Questa volta vengono chiamati in causa i primissimi Taake (in particolare il primo demo registrato sotto il moniker Thule). Come demo d'esordio non c'è male, il gruppo ha dimostrato di avere delle buone idee e riesce a comporre brani tra loro legati da un filo conduttore, senza però risultare troppo simili. Al tempo stesso, molti passaggi tradiscono in maniera inequivocabile le fonti d'ispirazione dei Cold Empire. In secondo luogo, le canzoni non sono eccessivamente banali e testimoniano un discreto impegno in fase compositiva. Alcuni riff, tuttavia, non si legano benissimo e qualche volta la band va a strappi, alternando rallentamenti e ripartenze in maniera troppo brusca. Altra cosa che non ho apprezzato è la voce in growl, per fortuna non molto frequente. A parte il fatto che sembra quasi sussurrata (quindi non è affatto aggressiva, ma non è neanche oscura come magari voleva essere), secondo me è troppo staccata rispetto allo scream, lo si sente benissimo su "Cold Empire" ad esempio. Al di là di queste considerazioni del tutto personali, grosse pecche non ce ne sono. Non si può pretendere un lavoro maturo e personale sotto ogni aspetto da un gruppo agli esordi. "...And The Cold Arrived" non è un capolavoro e non pretende di esserlo; è un demo onesto e composto con lo spirito giusto. Le buone intenzioni non bastano, ma il risultato finale è comunque positivo. Chiunque voglia supportare l'underground estremo italiano è invitato ad ascoltare questo demo. Potete acquistarlo al prezzo di 5 euro (spese postali incluse per l'Italia). Copertina e retrocopertina sono stampate professionalmente, mentre il CD è masterizzato, totalmente nero (sopra e otto). Le ultime notizie dicono che il bassista Necrocultus ha abbandonato i compagni. Spero che riescano a trovare in fretta un rimpiazzo all'altezza della situazione, perchè le linee di basso sono una delle cose migliori di "...And The Cold Arrived".

 

Recensore BRN  6,5/10

 

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Metal Wave (ITA)

 

Ecco arrivati I sardi Cold Empire che propongono un oscuro Black Metal che può far riferimento alla scena nordica di non molto tempo fa. Espliciti e crudeli al punto giusto i nostri si accingono a suonare della buona musica sporca e misteriosa che evoca paesaggi innevati e foreste oscure e tutto ciò viene trasmesso dalla band con molto patos e dedizione. Devo proprio dire che tra le tante banalità che ci arrivano qualche perla sembra brillare molto. I Cold Empire non sono certo ignoranti in fatto di Black a quanto sembra e naturalmente gli amanti del genere apprezzeranno mediante headbanging continuo e massacrante. Veramente ‘gustosi’ da ascoltare e nemmeno frivoli nei contenuti nè nella qualità nonostante la demo sia stata registrata in uno studio casalingo (e purtroppo e per fortuna si sente). Spesso e volentieri diviene un grosso rischio incidere in casa per via della povertà di mezzi che si vengono a trovare e quindi è possibile che la produzione lasci moltissimo a desiderare ma incredibilmente questo non è il caso dei Cold Empire. Il genere che fanno non è certo tra quelli che sono composti dalla pulizia sonora più assidua ma comunque sia la produzione è ottima nonostante tutto. Quindi non posso far altro che complimentarmi con tutti loro per il buon lavoro che hanno concepito. La voce del cantante è splendida e crudele nello stesso momento e gli altri componenti della band non si lasciano di certo alle spalle nulla. Bravissimi!

 

Recensore Carnival Creation  7/10


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Black Italy (ITA)

 

I Cold Empire sono una delle tante giovani realtà che si affacciano nel panorama black metal italiano. Questo gruppo sardo è nato poco piu di un anno fa, nell’estate del 2006, e un anno dopo, a giugno 2007, hanno esordito con questo primo demo autoprodotto intitolato ‘...and the Cold Arrived’, del quale va segnalata la bella presentazione su cd tutto nero. La proposta del quartetto capitanato da Misanthrone è un classico black metal devoto alla scena norvegese che tutti abbiamo ben in mente; sound discreto, benchè le chitarre non siano molto incisive e la voce a volte troppo alta, che nel complesso dimostra di essere migliore di quanto generalmente ci si possa aspettare da release come queste. Ma tralasciando l’aspetto tecnico, decisamente secondario in un demo, ciò che conta realmente è la musica proposta: il riffing è abbastanza derivativo, puzza un po’ di già sentito, ma tutto sommato il dischetto si lascia ascoltare e se regalare qualche bella emozione; musicalmente infatti il demo verte su un black metal che in più punti cerca di essere freddo e glaciale, ma in ugual modo anche abbastanza violento, accompagnato da un buon screaming, che però perde tono in vari punti e quindi non sempre risulta azzeccatissimo; bocciate decisamente invece le parti in growl. La prima traccia delude un po’, è una canzone piatta che non dice quasi nulla; ma le sorprese le troviamo nei successivi 3 brani: ‘Storms Will Rise’ presenta un ottimo riff intorno a metà canzone, che risolleva l’ascolto; la seguente ‘Nocturnal Sea’ torna un po’ giù di tono finchè anch’essa propone un altro bel riff intenso al quarto minuto. Ed infine si chiude con la traccia migliore: ‘Forest of Hate’; canzone bella, questa volta dall’inizio alla fine; fredda, molto carica di feeling che più di tutte lascia il segno. Ciò a cui siamo davanti è quindi un demo discreto, che si merita una piena sufficienza, e forse anche qualcosina in più, e che lascia buone aspettative per il prossimo lavoro, che da quanto so sarà già il debut album che uscirà per la Bleak Art Records l’estate dell’anno prossimo.

 

Recensore Umbra

 

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Entrate Parallele (ITA)

Nero. Tutto. Da entrambe le parti. Dopo essermi interrogato lungamente sul lato in cui il CD avrebbe prodotto suoni e quello invece che avrebbe portato all'esplosione di casa mia, ho infilato senza più indugi il supporto nel fido stereo dilaniato dalle intemperie e dalle migliaia di CD macinate negli anni. Mentre la lente si posizionava emetteno il classico stridìo, il paesaggio forestal-invernale in scala di grigio (che molto mi ricordava della altrettanto meravigliosa copertina dei Misteltein di Rape in Rapture nonchè alcune copertine seminali degli Ulver), unito alla pregevole visione del nero CD, mi facevano riflettere sulle poche, essenziali ma azzeccatissime scelte della confezione. I Cold Empire nascono l'anno scorso (nel 2006), e il nome del loro progetto allude sia all' "umanità senza emozioni", sia ad "una foresta incantata nelle profondità dell'inverno".
Non credo ci sia bisogno di indicare il genere di metallo temperato in questo supporto. Le quattro tracce che compongono il demo rientrano a pieno titolo nell'accezione "black metal autoprodotto old-style". I riffoni lancinanti vomitati dalle chitarre graffianti fanno il loro lavoro nel gettare le base delle strutture dei brani: lineari, ripetitivi senza però cedere all'ossessività (Chimera dei Mayhem, per esempio, anche se di produzione ed esecuzione incomparabili) e con poco spazio a fraseggi e cambi repentini (con qualche piacevole eccezione). A tratti ho l'impressione di ascoltare una versione ingrezzita degli Enthroned di Lord Sabathan, in cui l'ugola di Misanthrone gracchia a livelli credo oltre la soglia del dolore (per lui) e la domanda "ma come può andare avanti senza un ricovero" non può non sgorgare dalle nostre menti.

Se siete alla ricerca di un nero treno che viaggi sui solidi e dritti binari del black old-school, allora potreste essere interessati a dare un orecchio a questo, seminale, primo demo dei Cold Empire.

Recensore Manz  6/10

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Music Extreme (ARG)

Cold Empire is a black metal band that delivers here four tunes full of unholy blasphemies full of hatred and speed. Here we have a difinitive old school influence in the more mid paced parts and Cold Empire knows how to make them sound original in tunes like "Cold Empire". If you like blast beats here you have many and there are ultra fast guitar riffs that create the black metal feeling in a really solvent way. The vocals are of the agonic type, fitting well the overall feeling of the music. the sound of the recording is raw and direct and it can remind you to nineties black metal bands with that dark atmosphere that they created. A good release full of dark atmospheres and pure aggression.

Review by Federico Marongiu

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Metal Crypt (CAN)

Forming just over a year ago, Cold Empire hail from Italy and play a frosty (as if you wouldn't have guessed by the bands moniker and demo name) cross-breed of German and Scandinavian styled black metal. To these ears, there are certainly touches of the likes of Nargaroth, Vargsang and of course old Darkthone - not to mention a number of other purveyors of the old school, strictly adhering to the grim and cult aesthetics of true black metal. So whilst Cold Empire unashamedly plow an already deep furrow in the frozen ground of the fields of black metal, they certainly manage to induce enough freezing ice-storm riffs from their trebly guitars to really evoke a real feeling of bleak iciness. They're not re-inventing the black metal wheel by any means, that's not their point at all (obviously, due to this they render themselves somewhat faceless). However with that said, they do raise enough bile in their blasting to keep your interest from waning quite so badly as a number of other up and comers do. Quite if they can do that for a full length release is another matter all together of course, but still it was no surprise to hear that soon after releasing this demo the band were snapped up by Bleak Art records to release a full length album in 2008, and I for one will be interested in hearing how they progress in the future. 

Review by Lars Christiansen  3,5/5

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Black Belle Webzine (AUS)

 

Cold Empire. The very name conjures up visions of a hostile and frost blasted kingdom presided over and populated by ancient tyrants and warriors and listening to the four misanthropic tracks on display here it is easy to forget that this quartet actually hail from Italy and not some dark Norwegian woods.
The brainchild of vocalist Danix/Misanthrone (also of death metal outfit Mutilated Soul) Cold Empire is a created vision to return black metal to its hateful powerful roots and with the stark frostbitten artwork of Vandenis adorning the cover of the EP it certainly looks the part. One has only to hear ‘Cold Empire’ kicking off proceedings with no time for ambience or attempts to lull the listener into any false sense of security to realise that they definitely sound the goods as well. There are no keyboards present here, no orchestral touches or female vocals in evidence (not that any of these elements are a bad thing within certain black metal realms-but these songs stand on their own without added trappings), this is old school black metal done the way it should be, the right way, recalling the glory days of early and mid nineties as created by the Scandinavian masters. One element which differentiates Cold Empire from many contemporaries and indeed some of the pioneers and originators of the style is the audible bass winding its way in sinewy lines through the dark angry riffs, accompanying the primal drumming of Dark Shadow. With so much black metal the bass is either buried beneath walls of guitar, pushed way into the background or simply non existent but here it is very evident and adds weight and dimension to the sound. One prime example of this is on epic EP closer ‘Forest Of Hate’ where a sinister bass line snakes through a mournful atmospheric intro before all hell breaks loose and wonderful black metal chaos reigns supreme, the four protagonists of the Empire firing on all cylinders. Throughout the entire journey the guitar work of Valker is furious and icy, transporting one into the very malevolent heart and being of the Cold Empire which must indeed be a frigid and harrowing place especially when coupled with the demonic vocals of Danix/Misanthrone which veer from a malignant snarl to a maniacal roar, interspaced with menacing spoken sections. Remaining true to the sounds and styles created by old school black metal legends and forefathers is a mission very successfully accomplished by the foursome, there are shades of Satyr icon and Emperor (stripped of all symphonic overtures of course), lashings of Darkthrone necro rage, even homage to the Swedish guard. Picking any one particular standout track is a difficult task for I find a great affinity with all of them, from the chilly blast of ‘Cold Empire’ itself, to the impending portents of doom heralded on ‘Storms Will Rise’ and the malicious fury of ‘Nocturnal Sea’ but if pressed for an absolute favourite I would nominate ‘Forest Of Hate’. The final track closes out the EP in savage style, a sprawling expedition into bleak, black territory punctuated by unholy vocals , thunderous drums, stabs of aggressive guitar and the menacing bass combining into an epic and powerful track.
Now all that needs to be done for Cold Empire (sadly no longer counting bassist Necrocultus among their ranks, who has moved on to other projects following this recording) is to bring on a full length release and shine an unholy spotlight onto an underground Italian black metal scene of which they belong and for whom they are successfully carrying the black flag for.  

 

Review by Jamie Goforth

 

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Haternal (ITA)

 

Ci sono due ‘filosofie di pensiero’ tra noi scribacchini nel recensire l’enorme mole di dischi che nel campo del Metal estremo non brillano certo per originalità, c’è chi li boccia drasticamente e senza appello e chi invece cerca anche di captarne le cose positive. Io sono dell’idea che nelle mezze misure ci sia (quasi) sempre la soluzione; molti dischi suonano derivati sin dal midollo ed allora è giusto giudicarli negativamente ma ce ne sono anche altri che pur non avendo nulla di fresco ed originale riescono a divertire e convincere. Quest’ultimo è esattamente il caso dei blackster Cold Empire, band di recente formazione ed al debutto assoluto con questo ‘…And the Cold Arrived’ ma che già dimostra di avere le idee chiare e discrete capacità.
Il black metal del combo sardo si ispira in modo palese all’epoca d’oro del genere, la prima metà degli anni 90 ed in particolare a band leggendarie come gli immancabili Darkthrone, Immortal ma anche ai primi Emperor per via di una melodia intelligente e che nulla toglie all’atmosfera gelida e nordica che i nostri ricreano alla perfezione. Le quattro tracce di ‘…And the Cold Arrived’ sono tutte estremamente piacevoli da ascoltare e la qualità si mantiene sempre su ottimi livelli grazie in particolare ad un guitar work davvero ispirato, anche se spesso sa di ‘già sentito’, ed all’ottima prova dello screamer Misanthrone. Bravi anche gli altri elementi del combo ed azzeccata la produzione dal forte sapore underground , i Cold Empire hanno tutte le carte in regola per fare molto bene e non potrebbe esserci biglietto da visita migliore di ‘…And the Cold Arrived’, un ottimo demo consigliato a tutti gli amanti del True Black Metal. Sinteticamente: questo è davvero un ottimo demo che difficilmente finirà a prender polvere, peccato però che i soliti luoghi comuni in campo Black Metal siano duri a morire ed in questo caso mi riferisco soprattutto a livello liricoconcettuale, non esistono solo il freddo, la neve e le foreste!    


Recensore Jan Montanaro  7,5/10

 

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Underground Attack (ITA)

 

Quattro tracce compongono questo ‘And The Cold Arrived’ dei cagliaritani Cold Empire.
La band propone un black metal genuino frutto di una registrazione volutamente cavernosa che spesso risulta poco potente ed incisiva. Il riffing chitarristico appare ascoltato centinaia di volte, anche se può risultare piacevole per chi non cerca di certo la sperimentazione nel genere, con buoni passaggi rigorosamente in scale minori. Comunque alla fine della fruizione il lavoro risulterà privo di personalità e spunti interessanti, derivativo nei confronti di chi suonava cosi quindici anni or sono, unica nota positiva un paio di mid-tempos con screams parlati che funzionano molto bene e che la band dovrebbe riproporre, naturalmente lavorandoci sopra. Se progetti come ‘Tenebrae In Perpetiuum’ o ‘Imago Mortis’ stanno riscoprendo l’essenza primordiale del ‘verbo nero’, quest’album si pone sulla stessa scia ma ad un livello decisamente interiore. Insomma c’è ancora da lavorare prima che la band riesca a trasmettere le atmosfere fredde che narra. 

 
Recensore S. Dedalus  55/100

 

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Black Metal Ist Krieg (ITA)

 

Demo d’esordio per questo quartetto nostrano proveniente dalla provincia di Cagliari, fautore di un black metal molto tradizionale, pesantemente influenzato dalla scuola norvegese, ma comunque efficace nel creare atmosfere gelide e morbose. I punti di riferimento compositivi dei nostri sono i Darkthrone di "Under A Funeral Moon" e "Transilvanian Hunger" e i Gorgoroth di "Under The Sign Of Hell", senza disdegnare qualche puntatina in territori più melodici di stampo finlandese, sulla scia di bands quali Behexen e Satanic Warmaster. Il riffing, serrato e tagliente, pur essendo piuttosto canonico e scolastico, risulta sufficientemente ispirato e di buona fattura. Tutti i pezzi sono compatti e trasudano un feeling invernale e misteriosamente notturno, grazie anche ad una registrazione sì grezza ed artigianale ma non tale da confondere il suono dei vari strumenti, il che per un demo è certamente una caratteristica positiva da sottolineare. Una nota di merito và alla prova di Misanthrone dietro il microfono: il suo screaming è malato e carico d’odio e si amalgama bene al tessuto musicale delle songs, contribuendo in maniera notevole alla riuscita finale di questo lavoro. "... And The Cold Arrived" è il tipico demo di old school black metal che non mancherà di affascinare gli amanti delle sonorità saldamente ancorate ai primi anni novanta e che lascia intravedere le ottime potenzialità di un gruppo che potrà dire la sua nell’ambito del panorama underground, soprattutto se riuscirà, pur restando fedele alla tradizione, a raggiungere una maggiore indipendenza dai propri modelli di riferimento.
Recensore Kremathor  6,5/10

 

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Chronicles of Chaos (CAN)

 

It would be unimaginative, not to mention lazy, for me to describe this as "cold black metal" in light of the unsubtle hints in the band name and title. But neither unimaginative nor lazy are a synonym for inaccurate, and the four tracks contained within epitomize cold and hateful black metal. Although it was recorded in a "home studio" with all the limitations that implies, which would account for the murky sound present, I suspect that possible MP3 sourcing contributes to the low quality, at least on my copy. Cold Empire are still capable of invoking the requisite atmosphere, but it does feel unnecessarily diluted and not as potent as it could have been. The Italian four-piece are clearly familiar with the work of their northerly comrades, drawing upon seminal works of Immortal and Darkthrone. _...And the Cold Arrived_ also contains echoes of more recent additions, such as _Geliebte des Regens_ era Nargaroth. Their furious riffs and song constructions leave little room for subtlety, but provided with a better environment in which to record their southern iciness, I don't feel there is any reason why they shouldn't be signed to one of the numerous black metal labels scattered around the world. 

 

Review by Quentin Kalis  3,5/5

 

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Terror Cult (POL)

 

There is no other name that will fit more correctly into their music as Cold Empire strikes with really depressive and antihuman coldness in "...And the cold arrives". Three man who creates this unwelcome aura in four tracks are coming from Italy and basing on used before patterns with fresh wind in thier arrangments they did intresting music. 23 minutes of this demo brings all emotions like hate combined with the aspects of misanthropy with praising the might of dark side of nature of man. This suicidal material was recorded this year and it is a debut of Cold Empire which impressed me while listening to it many times. Along with sad and sharp guitar riffs it is really easy to catch up the atmosphere of depravity of our thoughts which are expressed in lyrics. Misanthrone did really good vocals which gives this material more nihilistic feeling and also I was shocked when I realized that he is doing also vocals in brutal death metal band called Mutilated Soul. His screams, some declamations more spoken... Just great effect! The rythmic session is not playing to various things which is really needed in this genre and is based on more minimalistic parts. To be honest I whis myslef and to you all that there will be more debut bands like this. 


Review by V.C.  6/6

 

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Metal Beta (ITA)

 

Prima demo per i sardi Cold Empire che fanno il botto fin da subito! Il gruppo ci propone un black metal accostabile alla scena norvegese dei bei tempi che furono, se proprio vogliamo fare un paragone, li avvicinerei ai Taake, per le melodie e l'epicita'che riscontro! Quattro brani, uno piu'bello dell'altro, ascoltando questa demo mi sono venuti in mente le fredde lande e i boschi innevati, tanto sono ricchi di patos che sinceramente mi e' dispiaciuto molto che la demo fosse costituita da sole quattro tracce. Tutto suona alla perfezione, ottima la produzione generale del disco, bellissimi i rif maligni che escono dalle chitarre, la voce e' un vero inno all'odio e i miei complimenti vanno al singer Misanthrone (ottimo l'eco che confluisce epicita') per il suo screaming, sembra quasi di sentire le urla disperate di un fantasma. Era da tanto tempo che non giungeva alle mie orecchie un lavoro di questo genere, vale la pena per i venti minuti della demo chiudere gli occhi e immergersi nelle atmosfere che solo i Cold Empire sanno proporci! Spero che i ragazzi non perdano mai quest'affiatamento e attendo con ansia e trepidazione il prossimo disco sperando che sia un full. Non mi resta che consigliare l'acquisto e l'ascolto a tutti i fanatici del genere, ma forse anche a chi di black non ne' capisce molto, perche' presto sentiremo parlare di loro. ...And the cold arrived!   

 
Recensore Vygrid  7,5/10

 

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My Dreamy Woods (ITA)

 

"...And The Cold Arrived" è un messaggio di 4 feroci capitoli sparati con cattiveria! Un freddo impulso con dichiarate influenze nordiche, Svezia in primis anche se i "COLD EMPIRE" vogliono rimarcare ancora di più il concetto dichiarando anche la loro matrice norvegese. E' difficile percepire una (seppur minima) freschezza di ascolto in gruppi come i nostri blacksters però non è questo il caso... tracce furiose e nevrotiche, gelide come il ghiaccio, come "Nocturnal Sea" sono una dimostrazione indubbia di come saper tener fermo l'ascoltatore allo stereo, feroce ma melodica al tempo stesso grazie ad un ottimo guitar work. La successiva traccia, "Forest of Hate" è un altro "semplice" esempio di naturale cattiveria, odio e crudeltà dove si concentra tutta la maestria di come saper suonare ma non annoiare, riffing taglienti e laceranti screamings, sempre mooooolto melodici con un mid tempo iniziale che mi ricorda il "vecchio" funeral doom alla Skeptcism sempre però tenendo di buon occhio la crudele forma del black metal primordiale... Abyssali!  


Recensore Alev  7,5/10

 

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Elskrin (ITA)

Ultimamente, una devastante ondata di interessantissimi gruppi emergenti sta prendendo sempre maggiore forma nella nostra nazione. E il freddo è arrivato ad avvolgere un piccolo impero, e anzichè seppellirlo o mandarlo in letargo, lo risveglia, facendo emergere quattro creature spettrali cantori di un armonioso lamento. Le quattro canzoni che compongono "And the cold arrived" sono quanto di meno uno si possa aspettare da un gruppo italiano che da poco compone musica black, e invece si resta spiazzati già dalle prime note. Una proposta diretta, in linea con degli schemi rigidi, che riporta indietro nel tempo. Una musica probabilmente influenzata da grandi gruppi che hanno accompagnato la vita di chiunque sente certe sonorità, ma suonata in modo personale e omogeneo e soprattutto che trasuda passione.Una demo di semplice raw black metal, impreziosito da un impeccabile guitarwork che trasmette alle canzoni una gelidità di fondo e che al contempo riesce a ricreare una perfetta melodia che è il vero punto forte in tutte le canzoni, suggellate da delle ottime vocals raschianti che sputano tutto l’odio contenuto nei quasi ventiquattro minuti che la compongono. La vena compositiva, nei Cold Empire è senza dubbio presente, e non resta che attendere con impazienza il loro primo full-length, dal momento che la lungimirante Bleak Art Records si è già accaparrata una loro firma. Questa, è una demo da avere assolutamente, supportare, sentire e risentire ogni volta che si inserisce il cd nel lettore, perchè, vi assicuro che un ascolto difficilmente vi basterà..  

Recensore Hellequin  8/10

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Black Metal Online (ITA)

"Cold Empire è l'umanità senza emozioni ma è anche una foresta incantata nelle profondità dell'inverno"

Gruppo dalla formazione piuttosto recente; nascono infatti nel luglio del 2006 da un'idea di Misanthrone, con l'intento di creare un Black Metal contornato da un'oscura e gelida aura. Con lui altre menti presero parte al macabro progetto, Valker, rispettivamente alle chitarre, Dark Shadow alla batteria e Necrocultus al basso. L'influenza dei gruppi storici della prima ondata scandinava dei primi anni 90 è piuttosto marcata, Darkthrone e Gorgoroth su tutti; il resto viene da se. Il suono proposto è quindi black metal senza compromessi, veloce, vivace, potente e aggressivo. Melodia e tecnica non sono affatto trascurate ma sono parte integrante di ogni canzone e costituiscono quella che nella frase suggestiva d'apertura è "la foresta incantata nelle profondità dell'inverno". Non trascorreranno infatti molti minuti prima che sentiate i vostri piedi sprofondare entro centimetri di fredda neve invernale, dipinta a sprazzi di blu sotto il manto lunare, mentre attorno lingue di fuoco divampano vermiglie. I Cold Empire con questa loro prima demo autoprodotta richiamano al meglio qelle che erano le passioni che spingevano i giovani dell'era norvegese a creare black metal e quelle che erano le sensazioni dei giovani che li ascoltavano: odio insensibile e sentimenti benevoli congelati. L'ultima, "Forest Of Hate" è davvero splendida, immergerei il mio corpo in acido, scommettendo che se questa canzone fosse stata partorita 20 anni fa, da gruppi più noti dei nostri connazzionali, a quest'ora sarebbe fra le gemme più autentiche e nere del black metal mondiale. Misanthrone è capace d'un efficace screaming aperto e ferale, alternato più volte da piccole comparse growleggianti che acuiscono il modo selvaggio con cui emergono le canzoni. Nulla da dire in negativo sugli altri elementi delle composizioni, tutto è al posto giusto, dalle drums che non perdono un colpo, al basso potente e profondo finendo con la marcia e affilata chitarra che sporca il manto bianco dell'inverno come strisce di sangue. Sono sicuro che in futuro sentiremo parlare del quartetto di Cagliari... Dobbiamo solo aspettare. Non esagero con il voto finale, prendendo spunto da una frasetta che si sentiva spesso quando si era fra i banchi di scuola : "Non ti darò un voto alto solo perchè siamo all'inizio e non voglio esagerare. Continua così e in futuro avrai certo il massimo"

  
Recensore Count Holocaust  7,5/10

 

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Beyond All Remorse Fanzine (UK)

 

An apt title and for a demo from an equally aptly named band. Hardly surprising to announce that here is a band that comply to the strict Black Metal Old School conformities of keeping everything very very chilled.

Icey cold guitars combine perfectly with aggressive drums and vocals that are simply dripping with passion and sinister suppression. Powerful and intense just like the Black metal of old, with aggression aplenty and an underlying evilness that put this genre on the map in the first place. The surprising factor is that this is a band that hail from Italy, not the frozen north. They sound very much like the early wave of bands ala Mayhem, Burzum etc, although they obviously have a spark of fire in them when it comes to writing and structuring songs.

Basic it may be, but this is stirring stuff. Old school,  with a modern feel that still sparks that feeling that you know your listening to the real deal. What better recommendation could I give it than that!